Vitalizi, tra bugie e mezze verità
Scattano da oggi i vitalizi ai parlamentari? Via alla demagogia più stupida, alle urla sul web, ai politicanti che pur godendone fanno la morale a tutti gli altri. Facciamo un poco di chiarezza.
Da questa legislatura, iniziata dopo le elezioni del febbraio 2013, i parlamentari non godono più del vitalizio ma maturano una pensione di tipo contributivo, calcolata in maniera molto simile a quella di tutti gli altri impiegati pubblici (nonostante le polemiche dei mesi scorsi, quindi, i vitalizi hanno già cessato di esistere). I parlamentari, quindi, ricevono una pensione proporzionata ai contributi che hanno versato. Secondo alcuni, però, il loro trattamento è comunque privilegiato, poiché possono andare in pensione a 65 anni contro i 67 della gran parte degli altri lavoratori e, in alcuni casi, possono andare in pensione anche a 60 anni, per esempio nel caso in cui i parlamentari hanno alle spalle 2 legislature.







